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ARTE FIGURATIVE ROMAAccademia Romana delle Arti - Arti figurative

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1. - Mostra di pitture e sculture di Giuseppe Calonaci

ASTRATTISMO E CITAZIONE

Galleria L'Agostiniana Roma, Piazza del Popolo

dal 12 al 26 aprile 2006

 

L’Accademia Romana delle Arti intende proporre all’attenzione del pubblico appassionato le opere di pittura e di scultura di questo straordinario artista del nostro tempo.

 

“Pittore inizialmente e poi, ma da metà degli anni settanta, anche scultore e infine prevalentemente, quale è il destino del fare del Calonaci? In realtà la tendenza ricorrente alla frontalità già indica come, rispetto a tali due impegni, seppure si registri dunque fra l’esercizio dei medesimi una sfalsatura cronologica e naturalmente operativa, certamente comunque non si dà reciprocamente né contraddizione né sostanziale diversità, ma soltanto appunto una differenza infine riconducibile a due differenti specifici”. (Enrico Crispolti)

 

Un artista dunque poliedrico, che la esposizione intende presentare nel suo percorso ideale di evoluzione verso forme progressivamente più complesse di rappresentazione e di ricerca sempre più curiosa e di sperimentazione fruttuosa.

 

Giuseppe Calonaci nasce a Poggibonsi (SI) nel 1931. Nel 1955 fonda a Poggibonsi la S.I.V.A., una fabbrica di smalti d’arte in acciaio dove operano numerosi artisti quali Silvano Bozzolini, Pierachille Cuniberti, Gualtiero Nativi, Marta Pieraccini, Concetto Pozzati.

Nel 1974, durante una personale al Palazzo Reale di Caserta, riceve dalla “Società di Storia Patria” e dalla “Società Dante Alighieri” la Medaglia d’Argento “Luigi Vanvitelli”.

La sua attività è divisibile in dieci periodi che vanno da ”Astrattismo classico”, che giunge al 1969 fino a ”Astrattismo di Citazione” che caratterizza tuttora la sua produzione artistica.

 

  

2. - Mostra di pittura di Michele Paternuosto

MAGIA DELL’ENCAUSTO

Galleria L'Agostiniana Roma, Piazza del Popolo

dal 28 aprile al 10 maggio 2006

 

L’Encausto è un antichissimo sistema di pittura parietale o di cavalletto la cui etimologia deriva dal latino “encaustica”, che significa pittura a fuoco. Questa tecnica era già diffusa al tempo degli Egizi, dei Greci e dei Romani, ed è meglio nota come pittura pompeiana; fa uso di colori miscelati nella cera d’api e fissati a fuoco con appositi ferri detti cauteri o cestri.

 

“Il lavoro di Michele Paternuosto è un lavoro la cui competenza artigianale e lo spirito della ricerca hanno trovato un interessante punto di equilibrio. Alla maniera di certi antichi che ci hanno lasciato insegnamenti preziosissimi inerenti alle tecniche antiche, Paternuosto ha basato le sue indagini sulla esercitazione pratica e sulla verifica sperimentale delle deduzioni accumulate in molti anni di studi interessanti. (omissis) Oggi si può dire che la dimostrazione elaborata da Paternuostro ha tutta la dignità e la forza di convincimento per dover essere presa in attenta considerazione da tutti coloro che hanno veramente a cuore il progresso degli studi e la corretta conoscenza delle tecniche antiche. Paternuosto ha potuto dimostrare come la tecnica dell’encausto sia in realtà ricostruibile, su qualunque supporto, partendo dall’idea di base dell’incorporazione della cera nel colore, col conseguente riscaldamento delle superfici dipinte attraverso strumenti metallici che, appunto riscaldati e applicati alla pittura provocano lo sciogliersi della cera all’interno della stesura e la sua stabilizzazione definitiva all’interno della pittura stessa con quell’effetto di brillantezza ed omogeneità assoluta dell’insieme della pellicola pittorica che al tatto si manifesta liscia e compatta e nella sostanza costituisce un’unità di materia di straordinario fascino e di pregnanza luminosa. (Prof. Claudio Strinati Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Roma)

In foto: Le Muse nel Parnaso, Affresco di Raffaello Sanzio (Roma, Palazzo Vaticano, Stanza della Segnatura)

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